C’è una magia che si ripete ogni anno in questo periodo, ma per coglierla davvero bisogna rallentare il passo e guardare da vicino. La vendemmia non è solo grandi cassette piene di frutti; è un mosaico fatto di dettagli minuscoli e perfetti.
Se camminassimo insieme tra i filari oggi, ecco cosa noteremmo:
Il Pampino: La foglia della vite, che in questi giorni cambia colore e sfoggia sfumature d’oro e di ruggine. È lei il motore di tutto: ha protetto i frutti dal sole estivo e, attraverso la fotosintesi, ha regalato agli acini gli zuccheri che ora diventeranno vino.
Il Grappolo principale: Il re indiscusso. Turgido, pesante, con gli acini vicini che quasi si schiacciano tra loro. È la promessa dell'annata, pronto per essere reciso con un colpo netto di forbici.
Il Racemo (o "Grappolo secondario"): Spesso lo si trova più in alto, più piccolo e timido, nato più tardi. A volte lo lasciamo sulla pianta perché non ha ancora raggiunto la maturazione perfetta, un piccolo tesoro che rimarrà a nutrire la terra o gli uccelli selvatici.
La Femminella: Quel germoglio laterale, nato da una gemma secondaria, che durante l'estate abbiamo tenuto d'occhio. Se lasciata libera di crescere fa troppa ombra, ma se gestita bene aiuta a dare un ultimo sprint di energia alla maturazione.
Il Viticcio: Quel piccolo "ricciolo" verde con cui la vite si aggrappa tenacemente ai fili di ferro del filare. Ormai ha esaurito il suo compito di sostegno, ma resta lì, legnoso e fiero, a testimoniare la forza della pianta.
La vendemmia è fatta di questi microscopici respiri della natura, del profumo di mosto che inizia a sollevare l'aria e del rumore ritmico delle cesoie.
Ogni bottiglia che berremo tra qualche mese custodirà la storia di ognuno di questi dettagli.
E voi, siete mai stati in vigna durante la vendemmia?
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